Pensiero

Si arriva alla VERITA' solamente riconoscendo l'ERRORE
Pensiero Vivo
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Il nuovo corso di CONOSCENZA IMMAGINATIVA si terrà nei seguenti giorni di Ottobre 2016:

 

  • Mercoledì 5 ottobre inizio ore 19:45
  • Giovedì  6 ottobre inizio ore 20:00
  • Venerdi 7 ottobre inizio ore 20:00

 

  • Sabato 8 ottobre ore 09:00-13:00 e 15:00-19:00
  • Domenica 9 ottobre ore 09:00-13:00 e 15:00-19:00

Per informazioni/iscrizioni chiamare il numero 338 4841067

 

 

 
I prossimi Incontri di... PDF Stampa E-mail

OTTOBRE 2016

BRESCIA
CONFERMATO ALL'HOTEL INDUSTRIA CORSO DI "CONOSCENZA IMMAGINATIVA"
Da Mercoledi 5, a Domenica 9

Giovedi 20 CONFERENZA
sabato 22 e domenica 23 SEMINARIO


TRENTO

NON PERVENUTO



Il titolo delle conferenze e l'argomento dei seminari saranno comunicati tramite e-mail o sms, all’inizio della settimana in cui saranno tenute
 
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CONOSCENZA IMMAGINATIVA

E’ un corso teorico-pratico per pensatori: per coloro che mirano a gestire la propria capacità pensante anziché soccombere ai propri pensieri; per chi ambisce conoscere e gestire la realtà piuttosto che sognarla e subirla.

Solitamente il corso si articola in tre serate da mercoledì a venerdì) e in due giornate (sabato e domenica ) consecutive.

Il fine è quello di riuscire ad apprendere, riguardo a tutta la realtà in generale, una tecnica conoscitiva che, coscientemente ed obiettivamente, ci permetta di arrivare al vero ed unico possibile significato che le cose richiedono e non farci trovare spiazzati rispetto ad esse fosse anche solo a causa di una nostra convinzione piuttosto che un ideale.

Al di là delle più diverse e forse anche contrastanti definizioni che le singole discipline scientifiche, le religioni, le varie tradizione o credenze personali, possono darci della realtà, si incomincia a constatare come è possibile sperimentare dell’altro ancora.

Di ogni cosa, il cui significato di solito è quello che deriviamo dai pensieri generati dalle nostre sensazioni, ora, solo che lo si voglia, si può sperimentare anche un altro valore che origina, però, da un pensiero sganciato dai nostri organi di senso fisico: è un valore pre-fisico.

Da un lato la funzione e l’effetto che ogni cosa esercita nel reale, così come solitamente si sperimenta, dall’altro la sua propria ed intrinseca natura di fondo: quella che porta ogni cosa, al di là dei nostri sensi e ideali, a dover essere, esprimersi e quindi valere per il proprio modo specifico ancor prima della sua discesa nel fisico.

Con la Conoscenza Immaginativa, si rafforza la propria autonomia rispetto al mondo esterno, e si impara a gestire la propria interiorità anziché subirla: non ci si trova più psichicamente dissociati dalla realtà, ma si impara a staccarsi dal proprio travaglio interiore per riuscire a gestire, in sostanza, la realtà per la sua essenza e necessità.

Come si apprende a sperimentare fnei confronti delle cose il loro duplice aspetto, si apprende contestualmente a sperimentare anche la nostra duplice natura: quella fisica e quella soprasensibile.

Nell’uso della conoscenza, ci si sgancia dai vincoli dello spazio-tempo, quelli che ci limitano al fisico: non si entra tanto nel soprasensibile o trascendentale, ma si diventa coscienti di come ci si entra e di come rimanerci mantenendo e gestendo, là, piena padronanza della propria coscienza.

Da là si coglie il sottile e recondito filo che da sempre lega indissolubilmente ogni cosa tra loro e al tempo stesso noi a loro: è un rapporto di ineluttabile dipendenza, sulla terra, dalle cose e dalle loro regole.

Una volta, però, che si esce dal fisico e si entra coscientemente nel trascendente o spirituale, si scopre come ci si leghi indissolubilmente non alla regola fisica, ma al suo stesso principio: quanto spinge le cose all’esistenza.

Non si è più dipendenti dalle cose ma si diventa parte del principio stesso che le determina: da determinati e dipendenti si passa a determinanti e attivi. Conoscenza Immaginativa, però, non vuol dire fantasticheria, sogno o aspirazione, ma capacità di cogliere l’essenza stessa della realtà, ovvero possedere le cose per quello che sono: è come dire imparare a non soffrire o più semplicemente saper vivere.

Sulla terra la presa di coscienza è semplicemente un momento del conoscere, nello spirituale diviene elemento creativo e fattore primo del divenire.

E a questo mira il corso di Conoscenza Immaginativa.

 
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IL PENSIERO

(DETTATO DA CARLO DONATI IL 09/10/2010 )

Si pensa sempre che l’evoluzione spirituale si identifichi col pensiero cosicché nei tempi futuri l’uomo evoluto di allora sarà capace di chissà quali pensieri. In realtà l’uomo e quindi quella parte spirituale dell’uomo, l’IO, ha bisogno sì del pensiero inteso però come mezzo e non come fine: il pensiero è il mezzo per ottenere coscienza e l’evoluzione va nella direzione non di avere chissà quali grandi pensieri, ma piuttosto di sapere usare quel pensiero solo relativamente per scoprire il senso delle cose e non per dare il senso nostro alle cose. L’evoluzione riguarda la coscienza ma essa dipende dal tipo di pensiero. Metaforicamente parlando, in termini immaginativi, potremmo dire che l’uomo evoluto del futuro è un uomo senza testa per quello che la testa può servire a ragionare, ma è un uomo che pur non avendo testa è il capo del sistema: non ha testa, ma è la testa, il capo del sistema, un capo che non ragiona più, non fa più le sue pensate, non ha più le sue rappresentazioni mentali, ma un capo che al posto delle rappresentazioni mentali della sua testa organizza le rappresentazioni di tutta la realtà fisica esistente in proporzione alla coscienza acquisita in fasi evolutive precedenti col pensiero dalla nostra testa. Va da se, in realtà, che questo grado di coscienza non può che essere che quello unico di avere coscienza e basta: per quanto, immaginativamente, noi possiamo pensare la coscienza in termini quantitativi, in realtà essa o c’è o non c’è. Si pensa sempre che con la grande coscienza finalmente si faranno le grandi pensate giuste, NO. Con la grande coscienza conquistata non per grandi pensate ma con le pensate sudate per arrivare ad accontentarsi del reale si smette di pensare, così come noi oggi lo sperimentiamo, ma sarà la coscienza ad agire nel sostenere la realtà fisica che allora ci sarà fuori dal solido e che apparentemente, per un ipotetico spettatore, che osservasse la nostra realtà dal di fuori dal nostro sistema, tutto apparirebbe come una “pensata” comune degli IO. Si dice spesso, e il più delle volte dando a questo dire dei significati più diversi, che la vita è un gioco senza capire esattamente cosa si deve intendere per gioco o pretendendo che il gioco serva almeno per illudersi a comparare la frustrazione che la vita ci ha dato. Nel gioco vissuto come tale, quindi privo di tutti gli orpelli della nostra psiche, avviene che il soggetto è impegnato nelle sue azioni ludiche in forma coerente al senso che lui ha dato al gioco ma pronto ad accettarlo come tale, come esercitazione fatta seriamente, ma senza la pretesa che andasse a sostituirsi alla realtà: fare seriamente come se fosse vero ma a un certo momento accettare che vero non è ma non per questo avere dei rimpianti, dei rimorsi o pretese di altro tipo. Cosa è che vale nel gioco? L’impegno serio a essere coerenti all’impegno nostro e accettare che la realtà possa anche contraddire quanto da noi fatto seriamente con l’impegno. Solo se sai seriamente giocare sei sempre vincente perché nel gioco non puoi mai vincere quello che vorresti ma vinci se ottieni quello che il gioco può darti. Il gioco non può mai darti un potere fisico, ma fa crescere chi può darti potere sul tuo fisico. La qualità prima di ogni gioco, e quindi anche del grande gioco della vita, è quello che porta i bambini a giocare: l’entusiasmo. Il gioco è impegno a rispettare delle regole senza pretendere che l’impegno ti dia quello che ti sei prefissato e accettare di ricominciare.

 

11/12/2011

il PENSIERO nasce dal ricordo minerale del METABOLISMO aggiunto al ricordo, ancora più ricco di informazioni del "SENTIRE"

Il PENSIERO UMANO sulla terra è l'unica realtà che può competere con la COSCIENZA CREATRICE